Il telefonino pingò cinque nuovi messaggi, il calendario gli ricordò tre appuntamenti in live meeting nella successiva mezz'ora, due colleghi passarono a lasciarli incartamenti sul tavolo. Paolo fece un secondo di pausa per prendere fiato quando passò il suo capo, Arturo. - Puoi venire un momento da me in ufficio? Impossibile dirgli di no. - Chiudi la porta, per cortesia. E lo squillo dei telefoni, i parlottio dei colleghi vennero tagliati fuori. - Siedi, prego. - Arturo studiò un momento lo schermo del portatile e alzò poi gli occhi al suo dipendente. - Come va, Paolo? - Bene, capo. Sono un po' indaffarato... - L'affare Weyland-Yutani? - E il caso UAC. - Capisco. Beh, soddisfare i Clienti è una key performance importante per il nostro ufficio. Ma non è la sola. Paolo rimase in attesa di sapere cosa ci fosse che non andava. - Secondo i nostri indicatori, sembrerebbe che sei felice solo nel dieci percento delle tue ore lavorative. Paolo sollevò il braccio. Al polso il bracci...
Siamo andati a trovare Mattia Pellegrini, uno degli ultimi fAPPri artigianali e maestro di sourceforge in attività in e-Talia. Il suo ambiente di sviluppo, un laboratorio alla periferia di Monitorino, è illuminato dalla forgiapp elettronica. “Parto sempre da un blocco uniforme di linguaggio di programmazione. Non prendo il primo blocco che trovo, ma lo seleziono attentamente dalle banche dati.” Sullo schermo della forgia vediamo il lingotto di codice: a prima vista un blocco uniforme di colore verde, ma zoomando si distinguono espressioni, operatori, strutture dati e librerie di funzioni. (immagine a opera di phsymyst, Jonathan Alvarsson e Lorenzo Davia) “Bisogna poi portare il blocco alla temperature giusta. Contrariamente a quello che pensano in molti, non dobbiamo fondere il codice. Basta renderlo abbastanza malleabile.” Il calore della forgia è alimentato dal criptomining intensivo dei server del fAPPro. Il codice ora è incandescente, emette qbit a lunghezze d’onda dai 600 nm i...
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