Eli Eli lame cybercthani? (a.k.a. L'Internet delle Cose Dimenticate)
A ogni oggetto il suo IP, e un chip per ogni oggetto.
Stazioni meteorologiche, televisori, frigoriferi, lavatrici, velivoli, i giocatoli dei figli, i loro zaini di scuola e i loro libri di testo, pacchetti di sigarette, confezioni di merendine...
Ogni blogject, munito di sensori e GPS, emette senza sosta, alimentato all'infinito dall'energia solare, o da batterie molto potenti, stringhe di dati: posizione, temperatura, condizioni materiali...
Ma l’hardware si butta via, viene perso, si dimentica. Si sostituisce con modelli più nuovi, più veloci, più intelligenti; ma gli oggetti scartati continuano a essere connessi alla rete.
Senza più nessuno che li ascolti, continuano fedeli a emettere feed che nessuno leggerà mai.
Branchi di robodog randagi collegati in blockchain, roomba che infestano case sfrattate, stampanti 3D e manipolatori industriali in capannoni svuotati dalla crisi, container, pieni di merci, bloccati in porto per insolvenza...
I proprietari li hanno dimenticati, le organizzazioni che li hanno impiantati si sono sciolte, le industrie che li hanno costruiti passate ad altri prodotti, ma loro sono rimasti.
Anche in natura.
Sulle cortecce degli alberi nei boschi tenuti sotto controllo ecologico.
Sugli animali: pigeonblog, crittercam, dragonfleye.
Quando la creatura muore e il corpo di decompone, essi gli sopravvivono. Sepolti sottoterra, riciclati come materiali per i nidi, divorati e inglobati in altre creature, continuano la missione per la quale sono stati costruiti.
Se sono fortunati, database ai quali nessuno accederà mai raccolgono i loro dati.
Se sono sfortunati, malware di varia natura li assimilerà in una botnet e come zombie parteciperanno ad attacchi informatici.
Orfani, non piangeranno se non numeri e si chiederanno, forse, dove sono finiti i loro padroni, e perché li hanno abbandonati.
Eli Eli lame cybercthani?
(immagine di Long Zijun)

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